elezioni siae 2007: un bilancio per il futuro

A urne chiuse, e inviato un sentito ringraziamento a quanti – autori, concessionari, editori e produttori – hanno partecipato a questa tornata elettorale con passione, fiducia e senso di responsabilità, è tempo di guardare ai risultati e di stilare un bilancio. Bilancio che deve correttamente interpretare l’esito del voto, prefigurando il futuro della SIAE, che non potrà prescindere da una responsabile collaborazione fra le principali componenti associative che hanno animato la campagna elettorale.

Poiché la democrazia è anche un fatto di numeri e lo statuto della SIAE (seppure perfettibile) è basato su un criterio democratico, affrontiamo l’analisi del voto partendo dall’oggettivo dato numerico.

Ebbene, per sgombrare il campo da ogni possibile interpretazione equivoca, su questo punto occorre essere molto chiari: “NuovaSiae” ha vinto; una vittoria netta che si sostanzia nel numero dei seggi conquistati in Assemblea:

  • 38 seggi a “NuovaSiae”, coalizione di maggioranza;
  • 22 seggi a “La Siae di tutti”, coalizione di minoranza;
  • più altri seggi conquistati da liste indipendenti.

Ma una volta affermato che “NuovaSiae” ha vinto, e che quindi dispone dei numeri per governare – e che intende esercitare questo diritto/dovere fino in fondo –, occorre riconoscere, con la medesima franchezza, che la coalizione di minoranza ha prevalso nel settore degli Autori Musica e Lirica (mentre, negli altri settori, “NuovaSiae” ha complessivamente conquistato, a sua volta, una decisa preminenza).

E qui inizia la riflessione d’ordine, per così dire, “politico”, che partendo dal dato numerico, giunge a integrarlo con una serie di considerazioni in grado di elaborare una visione realistica del panorama associativo dell’Ente.

Un panorama complesso, che vede la presenza di interessi e di forze che sono tra loro in fisiologica competizione.

La sfida è far sì che questa fisiologica competizione si traduca in elemento di competitività del sistema e non in fattore d’immobilismo e di stallo.

Riteniamo che il “patto” fra maggioranza e minoranze, quale si prefigura in ogni democrazia dopo il confronto elettorale, debba basarsi su alcuni punti chiave da cui dipende il futuro dell’Ente. Un patto di cui sarà garante l’intera base associativa, insieme alle forze istituzionali e politiche competenti per il settore della cultura.

Per quanto ci riguarda, siamo abituati a essere pragmatici, e dunque consapevoli che, se il “tutto e subito” non è realisticamente perseguibile, occorre comunque individuare alcune priorità programmatiche da svilupparsi in tempi brevi. Perché la SIAE non può permettersi di “stare alla finestra” mentre il mondo corre in fretta; perché, in un mercato competitivo come quello attuale, ogni ulteriore esitazione porterebbe al declino e alla perdita di risorse e posti di lavoro.

Per quanto ci riguarda, dunque, il primo punto all’ordine del giorno è la nomina di efficaci organi gestionali (Consiglio di Amministrazione e Commissioni); il secondo punto è la condivisione di obiettivi comuni tra le diverse coalizioni, individuando ciò che ci unisce piuttosto che ciò che ci divide.

 

composizione del cda

Il CdA dovrà rispecchiare, a nostro avviso, il dato numerico emerso dalla competizione elettorale, ma dovrà essere, al tempo stesso, espressione dell’equilibrio “politico” tra le forze in campo, in assenza del quale non potrebbe esservi gestione “virtuosa”.

Dunque:

  1. valorizzazione della Sezione Musica, attraverso elementi di valutazione che privilegino la trasparenza e l’affidabilità, con l’individuazione della giusta rappresentanza in CdA attraverso forme che permettano la più ampia espressione degli Autori Musica;
  2. individuazione mirata della rappresentanza di “NuovaSiae” delle Sezioni non musicali, soprattutto in considerazione del fatto che purtroppo l’attuale statuto non consente a tutte le Sezioni di esprimere un proprio esponente nel CdA;
  3. per quanto riguarda la categoria degli Editori, il margine decisionale di “NuovaSiae” dovrà essere più incisivo, considerando non solo l’esito del voto ma la presenza in “NuovaSiae” (in ogni Sezione) di tutte le componenti dell’industria culturale – imprese italiane, multinazionali e indipendenti –, alcune delle quali sono del tutto assenti nella coalizione “La Siae di tutti”.

Per opinione condivisa, “NuovaSiae” sceglierà i suoi candidati al CdA basandosi sui seguenti criteri:

  1. rappresentatività: con riferimento all’effettivo apporto elettorale delle associazioni che li hanno espressi;
  2. trasversalità: ossia capacità di raccogliere consensi e di saper interpretare, anche in senso tecnico, le problematiche di più Sezioni;
  3. disponibilità e competenza: occorre infatti riaffermare con forza che le cariche nel CdA comportano, oggi più di ieri, una responsabilità gravosa, che può essere assolta soltanto con un impegno a tempo pieno, suggellato da una lunga militanza ed esperienza (e l’esperienza – d’ordine associativo, gestionale, e inerente l’esercizio di ruoli istituzionali nel campo del diritto d’autore – sarà un fattore determinante delle nostre scelte).

 

composizione delle commissioni

Anche le Commissioni dovranno essere, a nostro avviso, oggetto di una trattativa a tutto campo, che sancisca un accordo complessivo, a integrazione dell’accordo necessario per la nomina del CdA.

A nessuno sfugge, infatti, la continuità dialettica e propositiva che caratterizza il lavoro del CdA e quello delle Commissioni: continuità che si auspica possa trovare, nella prossima legislatura, un’applicazione ancora più ampia.

 

prioritÀ programmatiche

Siamo convinti che, a fronte di organi gestionali rinsaldati nei loro propositi di collaborazione, sarà possibile affrontare, da subito, i seguenti nodi programmatici:

  • riconoscimento dello status della SIAE quale Ente pubblico economico a base associativa;
  • tutela più decisa delle opere e riconoscimento del giusto compenso agli aventi diritto per le utilizzazioni su Internet e in ogni nuovo contesto, il cui la generale “gratuità” dei contenuti ha causato finora una una difficoltà di sviluppo o addirittura il decremento di incasso di alcune Sezioni;
  • lotta alla pirateria e a ogni comportamento illecito, anche attraverso una corretta informazione dei fruitori sull’importanza del diritto d’autore e sul reale ruolo della SIAE;
  • razionalizzazione degli assetti operativi;
  • costituzione della nuova Fondazione SIAE, per garantire gli autori che hanno alle spalle una lunga e apprezzata carriera, e avviare un programma culturale a sostegno dei vecchi e nuovi repertori.

Il buon andamento dell’Ente sotto il profilo gestionale ed economico sarà il miglior viatico per il mantenimento della pace sociale, riconoscendo a tutti i frutti del proprio lavoro. Di contro, una “coperta troppo corta” rischierebbe di innescare inutili tensioni.

Il pluralismo delle posizioni – che noi di “NuovaSiae” assumiamo come metodo di lavoro – deve comportare, al tempo stesso, una corrispondente assunzione di responsabilità da parte di tutti coloro che saranno chiamati a esercitare ruoli gestionali.

Ogni logica del “tanto peggio tanto meglio” sarebbe destinata a essere sconfessata dalla base associativa, che, anche attraverso la disaffezione manifestata con la scelta del “non voto”, chiede d’essere rassicurata circa la qualità delle scelte e la capacità di lavorare insieme per obiettivi comuni.

L’Assemblea degli associati,
convocata dal Presidente per il 25 luglio,
sarà il primo banco di prova
della capacità di dialogo fra tutti gli eletti.

 

 

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