A urne chiuse, e inviato un sentito ringraziamento a quanti – autori, concessionari, editori e produttori – hanno partecipato a questa tornata elettorale con passione, fiducia e senso di responsabilità, è tempo di guardare ai risultati e di stilare un bilancio. Bilancio che deve correttamente interpretare l’esito del voto, prefigurando il futuro della SIAE, che non potrà prescindere da una responsabile collaborazione fra le principali componenti associative che hanno animato la campagna elettorale.
Poiché la democrazia è anche un fatto di numeri e lo statuto della SIAE (seppure perfettibile) è basato su un criterio democratico, affrontiamo l’analisi del voto partendo dall’oggettivo dato numerico.
Ebbene, per sgombrare il campo da ogni possibile interpretazione equivoca, su questo punto occorre essere molto chiari: “NuovaSiae” ha vinto; una vittoria netta che si sostanzia nel numero dei seggi conquistati in Assemblea:
Ma una volta affermato che “NuovaSiae” ha vinto, e che quindi dispone dei numeri per governare – e che intende esercitare questo diritto/dovere fino in fondo –, occorre riconoscere, con la medesima franchezza, che la coalizione di minoranza ha prevalso nel settore degli Autori Musica e Lirica (mentre, negli altri settori, “NuovaSiae” ha complessivamente conquistato, a sua volta, una decisa preminenza).
E qui inizia la riflessione d’ordine, per così dire, “politico”, che partendo dal dato numerico, giunge a integrarlo con una serie di considerazioni in grado di elaborare una visione realistica del panorama associativo dell’Ente.
Un panorama complesso, che vede la presenza di interessi e di forze che sono tra loro in fisiologica competizione.
La sfida è far sì che questa fisiologica competizione si traduca in elemento di competitività del sistema e non in fattore d’immobilismo e di stallo.
Riteniamo che il “patto” fra maggioranza e minoranze, quale si prefigura in ogni democrazia dopo il confronto elettorale, debba basarsi su alcuni punti chiave da cui dipende il futuro dell’Ente. Un patto di cui sarà garante l’intera base associativa, insieme alle forze istituzionali e politiche competenti per il settore della cultura.
Per quanto ci riguarda, siamo abituati a essere pragmatici, e dunque consapevoli che, se il “tutto e subito” non è realisticamente perseguibile, occorre comunque individuare alcune priorità programmatiche da svilupparsi in tempi brevi. Perché la SIAE non può permettersi di “stare alla finestra” mentre il mondo corre in fretta; perché, in un mercato competitivo come quello attuale, ogni ulteriore esitazione porterebbe al declino e alla perdita di risorse e posti di lavoro.
Per quanto ci riguarda, dunque, il primo punto all’ordine del giorno è la nomina di efficaci organi gestionali (Consiglio di Amministrazione e Commissioni); il secondo punto è la condivisione di obiettivi comuni tra le diverse coalizioni, individuando ciò che ci unisce piuttosto che ciò che ci divide.
Il CdA dovrà rispecchiare, a nostro avviso, il dato numerico emerso dalla competizione elettorale, ma dovrà essere, al tempo stesso, espressione dell’equilibrio “politico” tra le forze in campo, in assenza del quale non potrebbe esservi gestione “virtuosa”.
Dunque:
Per opinione condivisa, “NuovaSiae” sceglierà i suoi candidati al CdA basandosi sui seguenti criteri:
Anche le Commissioni dovranno essere, a nostro avviso, oggetto di una trattativa a tutto campo, che sancisca un accordo complessivo, a integrazione dell’accordo necessario per la nomina del CdA.
A nessuno sfugge, infatti, la continuità dialettica e propositiva che caratterizza il lavoro del CdA e quello delle Commissioni: continuità che si auspica possa trovare, nella prossima legislatura, un’applicazione ancora più ampia.
Siamo convinti che, a fronte di organi gestionali rinsaldati nei loro propositi di collaborazione, sarà possibile affrontare, da subito, i seguenti nodi programmatici:
Il buon andamento dell’Ente sotto il profilo gestionale ed economico sarà il miglior viatico per il mantenimento della pace sociale, riconoscendo a tutti i frutti del proprio lavoro. Di contro, una “coperta troppo corta” rischierebbe di innescare inutili tensioni.
Il pluralismo delle posizioni – che noi di “NuovaSiae” assumiamo come metodo di lavoro – deve comportare, al tempo stesso, una corrispondente assunzione di responsabilità da parte di tutti coloro che saranno chiamati a esercitare ruoli gestionali.
Ogni logica del “tanto peggio tanto meglio” sarebbe destinata a essere sconfessata dalla base associativa, che, anche attraverso la disaffezione manifestata con la scelta del “non voto”, chiede d’essere rassicurata circa la qualità delle scelte e la capacità di lavorare insieme per obiettivi comuni.
L’Assemblea degli associati,
convocata dal Presidente per il 25 luglio,
sarà il primo banco di prova
della capacità di dialogo fra tutti gli eletti.